Le leggende del poker che sfidarono la fortuna

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11/12/2020

Stu Ungar

Stu Ungar

Forse il più grande talento del poker, è l'unico ad aver vinto tre volte il Main Event delle World Series Of Poker. Dotato di una strepitosa mente matematica, da adolescente si dedicò al ramino con ottimi risultati, battendo i più forti giocatori dell'epoca.

Non trovando più avversari passò al poker, dove la sua abilità continuò a fargli vincere tanti soldi, che poi però perdeva alle scommesse sportive. Il suo grande ego e il modo di fare irrispettoso lo resero inviso a molti, e anche pieno di debiti che difficilmente riuscì a onorare.

Nel 1980 gli fu offerta l'iscrizione alle WSOP di Las Vegas, anche per dargli l'opportunità di ripagare i suoi creditori, e a soli 27 anni divenne il più giovane vincitore del Main Event, battendo la leggenda Doyle Brunson. Bissò incredibilmente il risultato l'anno seguente, e perciò decise di allontanarsi da New York per trasferirsi a Sin City.

Purtroppo nella "città del peccato" iniziò a praticare uno stile di vita dedito ad alcol e cocaina, fatto che influì pesantemente sulle sue performance ai tavoli e sulle sue finanze. Si dice che in carriera abbia vinto più di 30 milioni di dollari ma alla sua morte, a soli 47 anni, non lasciò alcun avere. A lui è dedicato un bellissimo film del 2003, "High Roller: The Stu Ungar Story".

Dalla sua vita da giocatore possiamo imparare che una volta seduti al tavolo bisogna mettere l'ego da parte e non rincorrere la vittoria a tutti i costi. Inoltre è bene evitare di puntare troppo nei giochi in cui non si è bravi; infatti per Stu le scommesse furono una grande sciagura.

Scotty Nguyen

Thuan Nguyen

Un'altra leggenda del poker che iniziò a bazzicare i tornei underground da giovanissimo. Scappato dal Vietnam per fuggire alla guerra ed espulso dalla scuola per essere stato pizzicato a giocare a poker, arrivò in California dove trovò lavoro in un ristorante.

Nel 1983 decise di lasciare il lavoro da lavapiatti e puntare i suoi ultimi 270$ nelle bische di poker, in cui nel giro di 11 giorni accumulò oltre 100 mila dollari. Con quei soldi si comprò dei bei vestiti e iniziò a frequentare i giochi da casinò, e da lì a poco il suo bankroll superò il milione di dollari.

Da sguattero di cucina a milionario nel giro di sei mesi! La sua fama lo portò a Las Vegas dove viveva nei resort di lusso, guidava auto sportive e vinceva dai 50 mila ai 900 mila dollari ogni sera. Purtroppo, anche per lui l'abuso di cocaina e alcol prese il sopravvento, facendolo incappare in una lunga serie negativa che mandò il suo milione in fumo.

Nel 1997 vinse il suo primo braccialetto alle WSOP, e 150 mila dollari di premio, ma finì per perdere tutto al casinò. L'anno seguente riuscì a racimolare i soldi per partecipare a un torneo satellite che lo qualificò per il Main Event, dove poi vinse il tavolo finale da un milione di dollari.

Il giorno seguente morì suo fratello, e fu uno shock tale da fargli cambiare stile di vita: smise con la droga e si dedicò con professionalità al poker. Nel 2006 riuscì finalmente (dopo aver partecipato a diversi tavoli finali) a vincere al World Poker Tour, con un premio di quasi un milione di dollari.

Nel 2007 arrivò secondo alle WSOP giocando al 7Card Stud, disciplina poco amata da lui; nel 2008 arrivò la sua vittoria più ricca: quasi due milioni di dollari all'evento $50,000 H.O.R.S.E. delle WSOP, anche se Scotty era visibilmente ubriaco e fu particolarmente molesto al tavolo finale. In carriera ha vinto cinque braccialetti WSOP, un Main Event al WPT e raccolto vincite ufficiali per oltre 12,5 milioni di dollari.

Di Scotty c'è da ammirare la capacità di ritornare in carreggiata dopo i momenti più bui. Del suo gioco, sicuramente l'abilità nello "slow play", ossia non spingere troppo quando si ha una mano forte per invogliare gli avversari a rilanciare. Memorabile la trappola preparata a Kevin McBride nella mano finale del Main Event alle WSOP del 1998.

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Gus Hansen

Gus HansenFoto: Laura Rauch/TT

La storia di questo grande giocatore danese è diventata un punto di riferimento per tanti appassionati di Texas Hold'em. Uno dei giocatori più vincenti dal vivo, ma allo stesso tempo quello più perdente nel poker online.

Da giovane è appassionato di sport ma è la matematica il suo vero talento e, dopo essersi trasferito negli USA per il college, ben presto si innamora del poker. La sua carriera inizia nel 2002, con l'iscrizione al Five Diamonds World Poker Classics, dove riesce a vincere battendo avversari dal calibro di Scotty Nguyen e Freddy Deeb.

Dopo quel premio da oltre mezzo milione, nel giro di pochi anni riesce a mettersi in mostra vincendo altri prestigiosi tornei dal vivo, come il WPT L.A. Poker Classics e il PCA, accumulando oltre 3 milioni di dollari tra il 2003 e il 2005. La sua abilità e i suoi modi di fare lo hanno reso molto popolare nel circuito ma a quel punto della carriera scelse di passare al gioco online.

Unitosi al team di Full Tilt, è una presenza regolare ai limiti più alti, e possiede due tavoli a suo nome tra cui un 500/100o$ No Limit. Nonostante dedichi minor tempo ai live riesce a ottenere una vittoria agli Aussie Million nel 2007, per un premio da 1,2 milioni di dollari.

Curiosamente, durante tutto il torneo Gus annotava le sue mani usando un piccolo registratore vocale, e alla fine ne ha tirò fuori un libro. "Every Hand Revealed" fa rivivere ai lettori tutto il torneo attraverso i suoi processi mentali che stavano dietro ogni singola mano. La sua più grossa vittoria è arrivata nel 2008, con il secondo piazzamento al $25,000 WPT Championship Event che gli è valso un premio da oltre 1,7 milioni di dollari.

Quanto sia forte nei tornei live non si rispecchia nella sua carriera online. Infatti, qualche anno fa sono state rivelate le statistiche degli account di molti pro player, e il profilo di Gus Hansen è risultato essere il più perdente di sempre! Il suo bilancio, registrato giocando ai ricchi cash game online, segna -20,7 milioni di dollari. Somma persa tra il 2007 e il 2015 e che lui ha ammesso essere dovuta alla sua scarsa disciplina.

A quanto pare, il danese ha qualche problema a smettere di giocare, anche quando si trova in una giornata no. L'autocontrollo è proprio un fattore determinante per tanti sportivi di alto livello, e Gus lo ha imparato a sue spese. Adesso gioca solo tornei live, dove riesce ancora a dire la sua.

Viktor Blom

Viktor BlomFoto: Angel Diaz Sanchez / TT

La maggior parte dei cash game e dei tornei di poker si giocano ormai online, ed è proprio sul web che prende vita la carriera di "Isildur1". Dietro questo mitico nickname si cela l'identità di un giovane svedese che alla fine del 2009 riesce a scrivere una delle pagine più epiche dalla storia del poker online.

Già in tenera età Viktor si destreggia tra fantacalcio svedese e scommesse di ogni genere. A soli 14 anni inizia, insieme al fratello maggiore, ad appassionarsi al poker e i due condividono il primo account, con cui riescono a vincere discrete somme giocando nei tornei da 6 e 11 dollari.

Per i suoi diciotto anni riceve 2 mila dollari e decide d'investirli nel poker online: con il nickname "Blom90" inizia a fare il bullo sui tavoli dei circuiti iPoker e PartyPoker. Nel giro di qualche settimana si trova a giocare aggressivamente sessioni giornaliere da 15 ore, sui tavoli cash da 100/200$. A breve diventa il player più vincente d'Europa con 1,7 milioni di dollari vinti in poche settimane. Ma questo è solo l'inizio!

Il nick "Isildur1" fa l'esordio nel 2009 ai tavoli 25/50$ su Full Tilt e ben presto passa ai 100/200$ PL Omaha, dove vince e perde diversi milioni in un paio di mesi. Tra ottobre e novembre 2009 inizia a sfidarsi con giocatori del livello di Phil Ivey e Patrick Antonius, sui tavoli 500/1000$, vincendo e perdendo piatti milionari.

Il suo bankroll medio è attorno ai 5 milioni e ormai si crede uno dei migliori pokeristi sul web. La sfida contro Brian Hasting dell'8 dicembre 2009 è considerata una delle più memorabili della storia del poker online, ma per Blom è stata una batosta da 4 milioni di perdita finale, in 2.858 mani giocate.

A quei tempi la sua identità era ancora ignota ed è nel 2011 che Poker Stars la rivelò inserendolo nel suo Team Pro e facendolo partecipare al PokerStars Caribbean Adventure, che vinse nell'anno seguente portandosi a casa oltre 1,2 milioni di dollari. Dal 2014 al 2016 esce dal giro per poi rientrare alla grande con un secondo posto a Londra nel 2017, e una vittoria al PartyPoker Live Millions Germany del 2018 che gli fruttò 850 mila euro.

Oggi il suo nickname è ancora attivo e capace di regalare grosse emozioni. È considerato uno dei giocatori più amati, ma anche più odiati degli ultimi anni. Fatto sta che nonostante le continue altalene, dovute a un gioco troppo spregiudicato e a un continuo abuso dell'arte del bluff, è uno dei più duraturi giocatori online del circuito mondiale.

Su YouTube è presente un documentario a lui dedicato: "The Making of ISILDUR1" che mostre come la varianza, nel poker, sia un importante fattore da tenere sempre in considerazione.

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